PFAS in Veneto: quello che devi sapere

PFAS in Veneto: quello che devi sapere

I PFAS sono diventati tristemente famosi nel 2007, quando ne furono rilevate concentrazioni particolarmente elevate nel sangue dei cittadini di alcuni comuni del vicentino.

Nel 2013 uno studio eseguito dal CNR individuò alte concentrazioni di queste sostanze anche a Padova e Verona.

Ma cerchiamo di capire meglio cosa sono i PFAS e i rischi che ne derivano per la nostra salute.

La sigla PFAS indica Sostanze Perfluoro Alchiliche (acidi perfluoroacrilici): una famiglia di composti chimici utilizzata prevalentemente in campo industriale. Si tratta di acidi molto forti, usati in forma liquida e con una particolare resistenza ai principali processi naturali di degradazione.

Già dagli anni ‘50 i PFAS vengono utilizzati nell’industria conciaria, nella produzione di carta e cartone alimentare, per i rivestimenti di padelle antiaderenti e per la produzione di abbigliamento tecnico.

Le due classi di Pfas più diffuse sono il PFOA (acido perfluoroottanoico) e il PFOS (perfluorottanosulfato). Entrambi hanno una lunga durata nell’ambiente, circa di 5 anni.


Quali sono i rischi per la salute?

Gli effetti di queste sostanze sulla nostra salute sono ancora sotto indagine, anche se sono già considerati tra i fattori scatenanti di un’ampia serie di patologie. Si ritiene infatti che i PFAS possano intervenire sul sistema endocrino, compromettendo sia la crescita che la fertilità. Sono inoltre ritenute delle sostanze altamente cancerogene.

Gli effetti non sono immediati, ma alla lunga l’esposizione ai PFAS viene ricondotta l’insorgenza di tumori ai reni e ai testicoli, lo sviluppo di malattie tiroidee, ipertensione gravidica e coliti ulcerose. Alcuni studi hanno addirittura ipotizzato la relazione dei PFAS con alcune patologie fetali e gestazionali.


Come avviene la contaminazione?

Se smaltite in maniera non corretta e illegale, queste sostanze possono facilmente penetrare nelle falde acquifere: è attraverso di esse che raggiungono i campi e i prodotti agricoli ed infine gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole.

Ad alte concentrazioni, i PFAS diventano tossici non solo per l’uomo, ma per tutti gli organismi viventi.


Ci sono delle soluzioni?

Ai circa duemila residenti nelle zone ad alto rischio, è stato proposto di sottoporsi al lavaggio del sangue, la plasmaferesi. In questo modo, si separa la componente liquida del sangue (il plasma) dalla componente cellulare, rimuovendo le sostanze tossiche.

Segnaliamo di seguito tutti i comuni padovani compresi fra le zone considerate “a rischio”

Nell’area Rossa (ad alto rischio), troviamo: Motagnana, Comune di Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Megliadino San Vitale, Merlara, Urbana.

Nell’area Gialla (medio rischio), troviamo: Agna, Anguillara Veneta, Arre, Bagnoli di Sopra, Baone, Battaglia Terme, Castelbaldo, Cervarese Santa Croce, Cinto Euganeo, Conselve, Este, Granze, Masi, Merlara, Monselice, Pernumia, Piacenza d’Adige, Pozzonuovo, Rovolon, San Pietro Viminario, Sant’Elena, Sant’Urbano, Solesino, Tribano, Vescovana, Vighizzolo d’Este, Villa Estense, Vo’ Euganeo.

A tutti coloro che risiedono in uno di questi comuni, è fortemente consigliata l’esecuzione dell’analisi chimica dell’acqua per inquinamento da PFAS.

Il nostro consiglio: se abitate in un condominio, potete dividere il costo dell’analisi fra condomini favorendo di un notevole risparmio!

In Farmacia Poggi è possibile richiedere le analisi chimiche per la presenza di PFAS nell’acqua di rubinetto o dei pozzi.

TEMPO DI ESECUZIONE: circa 12 giorni lavorativi.

COSTO: € 290,00.

Per ulteriori informazioni, puoi consultare la nostra sezione nel sito dedicata qui.

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