Quarantena per Covid-19: come gestirla al meglio

E’ di questi giorni la notizia che la quarantena sarà prorogata oltre il 3 aprile, almeno di altri 15 giorni se non oltre. Il cambio di fase infatti non è ancora arrivato anche se gli epidemiologi sono concordi nell’affermare che si vedono i primi effetti del contenimento.

Come affrontare allora l’incertezza e le preoccupazioni che ci accompagnano in questa quarantena, ma anche il tempo in casa, la famiglia e gli impegni di lavoro?

La prima regola, per contenere il senso di paura e inquietudine è cercare di acquisire informazioni chiare e univoche. E’ giusto e razionale mantenersi informati, ma meglio stabilire un limite di tempo al giorno, che potrebbe variare dai 5 ai 10 minuti, per acquisire gli aggiornamenti da fonti attendibili, evitando di sovraccaricarsi di notizie farcite spesso da fake news.

Anche se in poco tempo i nostri stili di vita sono stati stravolti, è necessario cercare di mantenere il più possibile una routine regolare, nella quale devono trovare posto le necessarie ore di sonno, la giusta attività fisica, la cura della persona, un’alimentazione sana e il contatto con amici e familiari attraverso chat e videochiamate (è scientificamente provato che i contatti sociali attenuano lo stress da isolamento).

Per i soggetti più fragili, ma anche per chi sentisse il bisogno di un supporto in più per curare l’ansia da quarantena, sono utili le linee telefoniche dedicate, curate da operatori sanitari o personale esperto.

La convivenza forzata in casa va gestita definendo assieme alla propria famiglia tempi e spazi che vanno rispettati, soprattutto per bambini e adolescenti e in modo tale che i genitori che lavorano da casa possano, negli orari stabiliti, gestire senza stress il loro lavoro in modalità smart working.

Infine, coltivare il nuovo senso di appartenenza, derivante dall’esperienza comune vissuta, potrebbe essere una positiva chiave di lettura di una catastrofe che ci permetterà di uscirne con una visione del futuro cambiata, in cui la collaborazione e l’identità condivisa, cambieranno (in meglio!) il nostro sentirsi parte di una comunità.

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